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Fashion Alert: diffidate dalle “Fashion Victim”.

Il post di oggi ha un sapore diverso, è un ‘crossover‘ con la mia beta, quella che spesso mi sprona a scrivere nuovi post. Lei è la bellissima Rossana Saullo, ma il tema trattato non lo è altrettanto.

 L’incognita degli stivaletti mastodontici, perché piacciono?
 Da qualche mese ormai è tornato di moda lo stile anni 90, direttamente dalle passerelle ha invaso la vita quotidiana, anche quella di ragazze che degli anni 90 conoscono solo la loro data di nascita. Tra jeans a vita alta, magliettine sopra l’ombellico, e giacche oversize, troviamo il nocciolo della questione, i famigerati stivaletti-impalcatura, con la suola carrarmato, rigorosamente neri; esistono delle piccole varianti (purtroppo), le più ‘alternative’ le sceglieranno in marrone, o, peggio, in bianco (orrore!), oppure con fibbie dorate (quelle che vanno per la maggiore), o aperte ai lati, ecc.
Al di là del gusto personale – possono piacere o meno – quello che non riesco a mandar giù è il modo in cui vengono indossate, totalmente ed irrimediabilmente sbagliato! Ogni qualvolta metto piede fuori casa vedo l’80% delle ragazze indossarle; ora, il 60% di esse le abbina male, e il restante 20% non avrebbe proprio dovuto acquistarle! Superbia? No, realismo. Prendiamo il caso degli abbinamenti sbagliati, che senso ha portarli con un pantalone, una camicetta e un maglioncino?! Sono stili diversi, e ogni stile vuole la sua scarpa!
Come potete abbinarle è in realtà molto semplice: jeans a vita alta, o pantalone strettissimo e a vita alta, con una canotta aderente e sopra una camicia sportiva (tipo con la fantasia tartan), oppure con una maglietta infilata ben bene nei pantaloni e sopra una giacca oversize, squadrata, perché la particolarità degli anni 90 è proprio il gioco di proporzioni maxi-mini-maxi (giaccone, maglia e jeans stretti, scarpone).
Quel 20%, che non me ne voglia, dovrebbe gettarle da un dirupo! Partendo dal presupposto che ogni ragazza/donna è bella a modo suo, con ovvi pregi e difetti, bisogna tener presente che vestirsi serve a valorizzare la propria fisicità, a fare di quei pregi punti talmente forti da oscurare il resto. Non bisogna mettersi in secondo piano a costo di seguire la moda.
Se siete bassine, se siete in carne, queste scarpe non fanno per voi, non vedete come attozziscono la figura?! Non notate che i vostri polpacci sembrano così gonfi da far concorrenza a quelli di Cristiano Ronaldo?  Arrivo a rispondermi che volete ignorare l’evidenza, perché è più facile seguire le masse che crearsi una propria personalità, è meno dispendioso ingoiare tutto ciò che vi viene propinato piuttosto che cercare di creare uno stile che sia soltanto vostro, forse lo trovate addirittura confortante.

La moda propone dei prototipi che nella maggior parte dei casi sono impossibili da raggiungere o da eguagliare; mostra ciò che piace a loro, che può o non può piacere a noi, che può o non può definire ancora meglio il nostro look, ma c’è libertà di scelta.

Questo è il modo sbagliato di seguire la moda, siamo tutti individui borderline, che barcollano ai limiti di quel sottilissimo confine che divide le “Fashion Addicted” dalle “Fashion Victim”, e inciampare è estremamente semplice.

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