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#PFW

Il mese della moda chiude il sipario a Parigi; le sorprese sono finite, sappiamo cosa ci serberà la prossima stagione, ma vediamo insieme qualche sprazzo dello spettacolo parigino.

BALENCIAGA

Palette di colori ridotta all’osso, troviamo nuance basilari quali il nero, il bianco e il beige. Tessuti corposi legano con trasparenze, il risultato è essenziale ma elegante.

CHRISTIAN DIOR

L’eleganza è ormai un sinonimo di Dior, il marchio non abbandona la sua finezza, ma la rielabora. Raf Simos, direttore artistico, mira alla modernità, la praticità, rivisitando pezzi del passato e del presente, allontanandoli dal loro contesto per dargli nuova vita. La donna Dior è sempre aggraziata ed eterea, con una semplicità tutta sua che la contraddistingue.

ISABEL MARANT

Urban chic, definirei così il suo stile e la sua collezione, per le donne che amano la vita mondana, ma anche la praticità. Stampe minimal, nappe, frange e balze dominano ogni cosa. Tra i colori usati ho adorato il terracotta, naturale ed intenso, sta bene in ogni stagione. Collezione fresca e simpatica.

MAISON MARTIN MARGIELA

La Maison vuole combattere la crisi e lo spreco, se ‘riutilizzare’ è sempre stato un messaggio promosso dal brand, con questa collezione non fa che confermarlo. Capi semplici ma d’impatto. La giacca maschile può diventare cappotto? Certo che si! Trucco e parrucco delle modelle assolutamente inguardabile.

JEAN PAUL GAULTIER

Un vero e proprio spettacolo quello Gaultier, che ha cominciato la sfilata con uno stile più classico, meravigliosi cappelli e trucco sensuale, per continuare con le curvy, con lo street style e con un po’ di pelle nera, che non guasta mai. Il risultato poteva essere un’accozzaglia, invece è stato strabiliante e magistralmente organizzato.

KENZO

Asimmetrie e stampe geometriche, ecco cos’ha caratterizzato la sfilata di Kenzo. Abiti che restano impressi seppur semplici nella loro stranezza.

CHLOE’

Possiamo leggere questa collezione in chiave romantica, Claire Keller la dedica alla fondatrice di Chloé, Gaby Aghion, scomparsa all’età di 93 anni. Madame Aghion ha sempre vissuto con l’idea della donna indipendente, selvaggia ma femminile ed elegante nello stesso momento, quest’idea s’incarnò nel corso degli anni con il suo marchio, e con questa collezione ritroviamo in pieno questo messaggio.

SAINT LAURENT

Vintage anni 60 e 70 preso e rivisitato in chiave moderna, un po’ indie, un po’ rock. Fuori dagli schemi questa collezione che riesce a canalizzare su di sé lo sguardo. Ampio spettro di colori, anche se a prevalere vediamo oro e nero, che non stancano mai, e non sembrano mai uguali. Turbanti scintillanti e meravigliosi o sottili sciarpe a fantasia, completano i look.

ELIE SAAB 

Una donna che ama farsi notare per i dettagli e per la cura del proprio look sceglie Saab. Una collezione frizzante, piena di colore, stampe ed accostamenti diversi di materiali. Risultato sopra le righe, affascinante, il migliore degli ultimi tempi. Ho fatto difficoltà a scegliere pochi capi rappresentativi. Uno degli show più belli della settimana parigina.

CHANEL

“Boulevard Chanel” questo lo show della maison, abilmente messo in piedi da Karl Lagerfeld che servendosi di enormi pannelli scenografici ha ricreato una strada cittadina con tanto di palazzi imponenti e borghesi, tutto sembrava reale. Qui le modelle sono diventate donne della quotidianità, ognuna col proprio stile, anche se ovviamente stampe e colori venivano ripresi da un look all’altro. Abiti freschi, raffinati, vitali ed accattivanti. Il finale è reso memorabile da una sorta di manifestazione, in cui tutte le modelle, capitanate e guidate da Karl, falcano la passerella con degli slogan sui diritti delle donne, contro la guerra, perché il messaggio della moda arriva a tutti, quindi è geniale volerlo utilizzare per un fine più alto.

ALEXANDER MCQUEEN

Sarah Burton si affida ai sapori giapponesi per questa collezione, carica di erotismo e sensualità. Materiali pesanti e colori intensi, orchidee in varie sfumature, ci portano in Oriente; ritroviamo l’eleganza delle geishe, il portamento rigido dei samurai, per un connubio tra sottomissione e dominio, che vanno a permeare la donna.

LOUIS VUITTON

Gli anni 60 e 70 attraversano anche la via LV, che li trasmuta nella lente del ‘viaggio’, tematica cara alla Maison. Vediamo pezzi unici, pratici, dai tessuti svariati e abilmente combinati insieme. Sofisticati e femminili i look, fatti di pezzi immancabili.

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