Donne Sole.

Nel 2017, nonostante pregiudizi ancora esistenti, niente e nessuno impedisce ad una donna di essere ambiziosa.
Non starò qui a farvi discorsi femministi, sulla parità dei sessi e quant’altro, vorrei invece riflettere insieme a voi sul nemico di una donna ambiziosa: se stessa.
Avevo già sfiorato l’argomento in un precedente post, che potrete rileggere qui.

Mi sento di mettermi nella categoria perché sin da quando ero bambina ho sempre avuto una brama di potere, non miravo ad essere la prima della classe, ma ad essere la più brava in ciò che facevo, perché io lo potevo fare fuori dalle righe e tutti dovevano vederlo. Crescendo questa bramosia si è rafforzata, rendendomi sicura di ciò che volessi e dei mezzi che volevo impiegare per ottenerlo. Non ho lasciato che qualcuno mi fermasse o scoraggiasse, tutte le battute di arresto le ho avute solo perché io mi facevo la guerra.

Diventiamo il nostro peggior nemico quando entriamo in competizioni malsane con le altre donne, soffrendo per dei canoni che noi stesse abbiamo reso tali, diventiamo il nostro peggior nemico quando permettiamo ad un uomo/donna di farci soffrire talmente tanto da farci arrestare da quel dolore anziché usarlo come carica per voltar pagina, ma, soprattutto, diventiamo il nostro peggior nemico quando ci facciamo spaventare da questo “troppo” che ci portiamo dentro e non crediamo in noi stesse.

Bisogna cominciare con il riconoscere questa complessità ed accettarla, se fungiamo noi stesse da freno motore, per quale motivo non dovrebbero ostacolarci anche gli altri?

Pensate se Rita Levi Montalcini, che ha rinunciato a un marito e a una famiglia per dedicarsi completamente alle scienze, non avesse creduto in se stessa e nelle sue capacità, mai avrebbe fatto la scoperta e identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa (NGF), per la quale è stata insignita nel 1986 del premio Nobel per la medicina, mai si sarebbe impegnata per il miglioramento della condizione della donna nel nostro Paese, venendo, nel 2001, nominata senatrice a vita ‘per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo scientifico e sociale’.
Pensate ancora a Margaret Thatcher,la Lady di Ferro, una delle donne più importanti e influenti che abbiano mai calcato la scena politica. La quale ha guidato il Regno Unito dal 1979 al 1990, prima e ad oggi unica donna a ricoprire una carica così importante. Leader del partito conservatore, ha accompagnato il suo Paese attraverso profondi cambiamenti, segnando di fatto gli anni ’80, soprannominati ‘Era Thatcheriana’.
Addentriamoci nel mio campo e pensate a lei, Coco Chanel, la quale ha rivoluzionato per sempre il concetto di alta moda, stile ed eleganza, la storia non è fatta solo di scoperte scientifiche e battaglie, ma anche con invenzioni che mutano per sempre il costume femminile. Se la moda oggi è quello che è, lo si deve a donne come Coco Chanel, stilista che, con la sua opera, ha rivoluzionato il concetto di femminilità, fondando nel frattempo uno dei marchi più importanti e amati al mondo: Chanel. Se, infatti, provate a chiedere per strada quale marchio è sinonimo di eleganza e fascino, anche chi non ne capisce niente di moda vi dirà Chanel.

Se queste donne non avessero fatto del loro “troppo” una forza, se non avessero riconosciuto a se stesse che essere complesse porta con se un lato di solitudine inalterabile, oggi parecchie cose sarebbero diverse da come le conosciamo.
Nella famosa serie TV “Sex and the City”, la protagonista Carrie Bradshaw dice che molto probabilmente alcune donne non sono nate per essere domate, e che hanno bisogno solo di qualcuno che non abbia paura di correre insieme ad esse.
Per passare dal teorico al pratico voglio consigliarvi una piccola lista di libri, da tenere sottomano se e quando una vocina in fondo alla vostra testa vi dirà di ridimensionarvi. Non permettete a nessuno di frenarvi, tantomeno a voi stesse, e forse oggi lo sto dicendo più a me che a voi.

-“Donne che corrono coi lupi” di Clarissa Pinkola Estés,1992.

La donna sana assomiglia molto al lupo: robusta, piena di energia, di grande forza vitale, capace di dare la vita, pronta a difendere il territorio, inventiva, leale, errante. Eppure la separazione dalla natura selvaggia fa sì che la personalità della donna diventi povera, sottile, pallida, spettrale.”

Dopo lunghissime ricerche, l’autrice ha raccolto fiabe popolari, miti e racconti su cui ha basato parte del suo lavoro di psicanalista, dando vita alla rappresentazione di una serie di archetipi femminili che esprimono una forza selvaggia, istintiva, creativa e passionale che si nasconde in ogni donna. Ed è proprio di questa forza istintiva e visionaria, persa nel corso del tempo, che le donne contemporanee devono riappropriarsi. Per riscoprire il proprio valore e potere personale.

-“Mom & Me & Mom”, Maya Angelou, 2013.

“La mia missione nella vita non è quella semplicemente quella di sopravvivere, ma quello di di migliorare e crescere vigorosamente. E di farlo con un po’ di passione, compassione, humor e un pò di stile.”

Vivian Baxter ha abbandonato Angelou quando era una bambina e, in queste pagine, l’autrice racconta il complicato rapporto che ne è scaturito insieme al ruolo che la donna ha avuto nella sua evoluzione come donna di colore, ma anche nella sua prospettiva femminista, la sua indipendenza, la sua auto-consapevolezza. Una storia di forza, amore e perdono.

-“I monologhi della vagina” di Eve Ensler, 1996.

Amare le donne, amare le vagine, conoscerle e toccarle ed avere familiarità con noi stesse, cioè sapere chi siamo e di cosa abbiamo bisogno. Soddisfarci da sole, insegnare ai nostri amanti a soddisfarci, essere presenti nelle nostre vagine, parlarne ad alta voce, parlare della loro fame e solitudine e del loro dolore e senso dell’umorismo, per renderle visibili, in modo che non possano venire impunemente depredate nel buio, in modo che il nostro centro, il nostro punto, il nostro motore, il nostro sogno non sia più staccato, mutilato, paralizzato, rotto, reso invisibile o coperto di vergogna.“

Tutt’oggi le parole de ‘I Monologhi della Vagina’, sembrano radicali, inspiratorie e provocatorie. Erano i tempi della guerra in Bosnia, quando storie terribili sugli stupri sistematici subiti dalle donne bosniache stavano cominciando ad emergere. Uno dei monologhi è stato ispirato da queste storie, e a partire da quelle prime performance ‘I Monologhi della Vagina’ hanno innescato a livello internazionale il movimento V-Day per fermare la violenza contro le donne, ancora oggi è una delle opere più rappresentate, sia nei teatri che nelle università.

-“Ci vogliono le palle per essere una donna”, Caitlin Moran, 2011.

Quando una donna dice che non ha niente da mettersi, quello che vuole realmente dire è: ‘Qui non ho niente per quello che dovrei essere oggi”.

Abbiamo il diritto di voto, la pillola anticoncezionale, e bruciare le streghe sul rogo è ormai decisamente poco glamour. Domanda: abbiamo ancora bisogno del femminismo, oggi? Sì, è la teoria dell’autrice,si se il femminismo non si occupa solo di cose come la disparità di retribuzione e la violenza domestica, ma anche di problemi più banali come la masturbazione, la depilazione, tutti quegli stereotipi e canoni secondo i quali o sei così o non sei una donna. Leggendolo vi ritroverete in dei pensieri che pensavate di non avere ma che, come donne, sono sempre stati lì.

-“Metà del cielo”, Nicholas D. Kristof e Sheryl Wudunn, 2010.

Un libro che descrive, scendendo nel dettaglio, le varie culture e tradizioni che sopprimono le donne, all’ossessione di questa presa di forza dell’uomo su di essa. Attraversando l’Africa e l’Asia, Kristof e WuDunn hanno incontrato donne incredibilmente forti e ne descrivono le storie di sofferenza e sopravvivenza. Metà del cielo punta i riflettori su come queste donne siano state capaci di intervenire e trasformare le loro vite: attraverso l’ispirazione dei loro esempi si impara che la chiave per creare il cambiamento e la crescita economica è liberare il potenziale delle donne (il titolo del libro, dopotutto, deriva da un antico proverbio cinese, “Le donne sostengono la metà del cielo”).

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